domenica 19 marzo 2017

COUNTER STRIKE

Bruce Lee diceva, ‘il contrattacco è un’arte sottile, più sicura per chi la esercita e più nociva per chi la subisce’.
Perché il contrattacco abbia successo bisogna riuscire a colpire l’avversario mentre è ancora fuori posizione per aver mancato il bersaglio. Bisogna agire istantaneamente e con spontaneità.
La vera base del contrattacco è lo schivata con slittamento laterale; in tale tipo di schivata il busto non esce mai dallo spazio di azione. 

Nel lavoro di boxe, tale schivata si adotta per evitare diretti e i contro colpi sferrati con la mano avanzata. È una manovra evasiva validissima perché non impegna affatto le mani. 
Richiede per contro tempismo assoluto e capacità di valutazione e per risultare efficace va eseguito movendo il busto ‘appena appena’.

sabato 11 febbraio 2017

WHAT FMA ‘KALI’ IS & HOW IT WORKS?

Il 'Kali' è uno stile di arti marziali che ha origine nel sud est asiatico (Malesia, Filippine ed Indonesia) detto ‘weapons based’ cioè basato sui concetti derivanti dall’uso delle armi. Esso è anche conosciuto con il nome di ‘Arnis’ o ‘Eskrima’, termine che deriva dallo spagnolo e, tradotto, vuol dire “schermaglia” o “scherma”.

Nella sua versione moderna, consente al praticante di acquisire una straordinaria padronanza nel maneggiare un qualsiasi oggetto contundente (una chiave, un ombrello, una bottiglia, una penna, ecc.) attraverso l’allenamento con l’utilizzo di 3 cose: il bastone, il coltello e la spada.

In alcune scene di combattimento nei film della serie ‘The Bourne’, dove viene praticato questo stile, Jason (Matt Damon) usava una penna come arma mentre fronteggiava l’assassino che si era introdotto in casa sua oppure avvolgeva un giornale per usarlo contro un avversario intenzionato ad aggredirlo con un coltello. Ancora, in una scena del terzo film Jason impugnava un candeliere per ferire il suo avversario.


Con il ‘Kali’, tutte queste cose sono possibili ed è sbalorditivo pensare come si possono imparare determinate sequenze di movimenti che possono essere applicate all’uso di un qualsiasi come oggetto della vita quotidiana.
In altre parole, è possibile trasferire con estrema semplicità i movimenti principali dal lavoro con le 3 armi al lavoro a mani nude, oppure da un’arma all’altra (per es. da bastone a spada, ecc.), riducendo così anche i tempi di apprendimento.

(c) Antonio "The Spitfire" Barone 'n action

mercoledì 11 gennaio 2017

WHY TO LEARN SWEEP, THROWS AND TAKEDOWNS

Con la diffusione delle arti marziali miste, queste tecniche sono oggi sempre più conosciute e applicate fuori dall'ambito 'tradizionale' quali sono il brazilian jiu-jitsu, lo judo, il jujutsu, il sambo, lo shuai jiao, il sumo e il wrestling. 


Da un punto di vista strettamente applicativo, esse:

1. sottraggono nei fatti la mobilità ad un avversario e ne impediscono l’abilità a combattere;

2. permettono di usare un avversario come scudo o una barriera di protezione contro altri avversari;

3. offrono un extra-tempo per contrattaccare, eludere altri avversari o scappare. 



Per ‘throwing’ si intende l’azione del proiettare un avversario al suolo. Chi pratica la proiezione normalmente rimane sempre in piedi durante l’esecuzione. Tutte le più comuni proiezioni praticate nelle arti marziali hanno sempre bisogno del corretto supporto e controllo dell’anca.



Il ‘takedown’ è invece una tecnica con cui si sbilancia un avversario scaraventandolo al suolo. La finalità di chi la pratica è quella di ottenere il controllo dell’avversario in una posizione dominante al termine della stessa e cioè quando si è atterrati al suolo. 

Normalmente, vengono usate tecniche che includono sgambetti o anche spazzate (‘sweep’) ma anche una grande varietà di prese al busto e alle gambe.

sabato 12 novembre 2016

DON'T THINK. BE IN ACTION USING YOUR SENSES

Nel nostro cervello c'è un sesto senso..
La gravità e il movimento permettono al cervello di percepire lo spazio. E questo grazie ad una struttura situata nella parte bassa del cervello, che riceve una proiezione dell'immagine della realtà attraverso la retina. 
Un sistema che permette l'orientamento del corpo.
E' quello che permette al portiere di una squadra di calcio di anticipare la traiettoria di un pallone o ad un ciclista di capire come affrontare una curva.
Oltre a ciò, dei percettori del sistema vestibolare, situati nell'orecchio interno, permettono di misurare le accelerazioni della testa, di mantenere l'equilibrio e di prendere coscienza di se' nello spazio.

Per essere un buon fighter occorre soprattutto usare i propri sensi. 
Non usare solo la tua vista. Ascolta. Odora. E soprattutto non pensare a quello che potresti o dovresti fare. 
Bruce Lee diceva - non pensare all'esito del combattimento. Lascia che la natura segua il suo corso e i tuoi strumenti colpiranno al momento giusto.-
Questo richiede tempo, pazienza ed una pratica intelligente.

giovedì 13 ottobre 2016

MOST COMMON TRAINING MISTAKE YOU MUST KNOW

1. Rimanere sempre nella stessa posizione e continuare a tirare combinazioni.  Bisogna almeno girare intorno al proprio avversario o cambiare angolo e posizione da cui attaccare. Restare sempre nello stesso punto ci rende un bersaglio facile.  

2. Trascurare di sviluppare una corretta abilità nell’eseguire il jab o il doppio jab. E’ molto utile sia per costruire la propria abilità nell’introdurre l’azione sia come difesa per non essere contrattaccati facilmente. 

3. Trascurare la rotazione della spalla e dell’anca come manovra difensiva.  Ogni volta che si usano le mani come difesa, si elimina l’opportunità di utilizzarle per un’azione offensiva. Non barattare uno strumento offensivo per uno difensivo. 

4. Affrettarsi ad attaccare di calcio dopo una combinazione di pugni. Il calcio non deve essere in cadenza con il ritmo dei pugni della combinazione che lo precede. Dopo l’ultimo pugno, bisognerebbe provare a trovare anche una posizione laterale e finalizzare con un ‘power kick’.

5. Provare a contrattaccare invece di condurre un attacco. Il contrattacco, come la finta, è un’arte avanzata.  Esso richiede la conoscenza di tre cose: la guardia dell’avversario, il metodo per eluderla ed ovviamente il modo di eseguire correttamente il giusto contrattacco. A meno che non si conoscono tutti e tre questi elementi è meglio sempre condurre l’azione.

6. Provare ad eseguire un calcio o un pugno quando si è sbilanciati. Quando si è sbilanciati, è meglio focalizzare l’attenzione sulla copertura oppure sul corpo a corpo oppure, se le regole lo permettono, trascinare tatticamente il proprio avversario al suolo. 

7. Essere troppo aggressivi o impudenti al punto di eccedere nello sforzo, dando così l’opportunità all’avversario di agire. Meglio combattere con la testa, non con le mani o i piedi.


lunedì 12 settembre 2016

THE 5W+1H RULES FOR SPARRING

Tenendo presente questi pochi ma utili suggerimenti, è possibile migliorare alcuni aspetti del proprio allenamento.

WHO (CHI)?
Qualsiasi persona può imparare a praticare lo sparring e diventare molto bravo, data la giusta formazione e un'attenta attività di coaching... (bisogna puntare sempre in alto e provare ad allenarsi con i migliori; solo così si potrà diventare migliori)
WHEN (QUANDO)?
Farlo regolarmente provando a costruire tecniche che si adattino ad essere un efficace strumento di apprendimento... (è necessario avviare sin dall'inizio un processo graduale)
WHERE (DOVE)?
Delineare i confini di ciò che è consentito e previsto e poi lavorare al fuori di essi...
WHY (PERCHÉ)?
Per imparare a controllare i propri pensieri e la paura pur restando sotto un attacco... (si imparerà molto su sé stessi)
WHAT (CHE COSA)?
Tutte le tecniche che si desidera, in qualsiasi momento... (non dimenticare che il meno, può essere di più)
HOW (COME)?
In modo lento e sicuro all'inizio in modo da costruire la giusta fiducia e consapevolezza...

P.S. Attraverso lo sparring si costruiscono competenza ed esperienza, quindi non dovrebbero mai essere usati colpi troppo violenti, in nessuna occasione...

Buon lavoro.. e buon divertimento!

(c) Antonio "The Spitfire" Barone 'n action

martedì 19 luglio 2016

HOW MANY MARTIAL ARTS TECHNIQUES YOU KNOW?

Accidenti a quegli ‘esperti’ che si sono diplomati in quei corsi avanzati in tre facili lezioni!
Ma quante tecniche bisogna conoscere prima di diventare (una temutissima) cintura rossa ‘quindicesimo dan’ oppure un ‘supermaestro onorario’  di arti marziali in un qualsiasi stile? 

Contrariamente a quanto crede la gente comune, le tecniche non sono ‘il segreto’ delle arti marziali. Sono solo dei meri esempi, una dimostrazione fisica di principi di combattimento. 
Esistono solo per ricordare e per far capire a chi pratica che ha fatto abbastanza … 
Anche Bruce Lee diceva ‘non è temibile l’uomo che ha praticato 10 mila tecniche una sola volta, piuttosto l’uomo che ne ha praticata una ma 10 mila volte’.